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"La cultura scientifica nell'età galileiana"
 

Quali furono le scoperte di Galilei?

In Galileo l’affermazione dell’autonomia della scienza dall’autorità di Aristotele e delle Sacre Scritture, anche attraverso le coraggiose e dolorose vicende personali, ha assunto un’evidenza e un vigore emblematici. Con i suoi studi di fisica, meccanica e astronomia, Galileo rende inconciliabile il contrasto tra la vecchia mentalità scientifica, legata all’autorità e alla tradizione, e la nuova fondata sull’osservazione e sull’evidenza dimostrativa. Facendo di fisica e matematica strumenti dell’indagine astronomica, suscita, inoltre, assai più di ogni astratta concezione monistica, il sentimento profondo dell’unità del cosmo.

La sua condanna, trentatré anni dopo quella di Giordano Bruno, se non impedisce il progresso scientifico, che una schiera di coraggiosi e pazienti ricercatori continua a perseguire sulla scia dell’opera del maestro, ha, tuttavia, un importante contraccolpo sull’evoluzione della cultura in Italia, o piegando gli ingegni alla più attenta prudenza, a sottili escogitazioni, alla dissimulazione, o costringendo i più audaci a difendere la propria libertà di pensiero attraverso aspre polemiche.

 
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Un progetto della Biblioteca Nazionale di Bari "Sagarriga Visconti Volpi"
Foto: Archivio Fotografico Fotogramma snc - Multimedia: www.tommasoilgrafico.il